Fiocco Rosa Airc

storie

Carolyn, Valentina, Rossana, Sara sono solo alcuni dei nomi delle donne che hanno vinto la loro battaglia. Ma il lavoro dei ricercatori continua ad andare avanti ogni giorno, per raggiungere un concreto risultato di cura anche per le diagnosi più difficili.

Fiocco Rosa Airc
Immagine Le Storie

Carolyn

Carolyn Smith, ballerina, coreografa e personaggio televisivo, nel 2015 si è ammalata di tumore al seno e da allora ha scelto di condividere la propria esperienza per aiutare altre donne. «Penso che se sono viva, è grazie ai progressi fatti dalla scienza e all'impegno dei ricercatori. Per questo ho accettato di sostenere AIRC», afferma. Nel marzo 2018, poco prima di riprendere le dirette con Ballando con le Stelle, Carolyn annuncia che il tumore è ricomparso.
La scelta di affrontare il cancro a viso aperto, con naturalezza e senza nascondersi, ha trasformato la sua vicenda privata in un esempio per tante donne e tanti uomini impegnati a combattere lo stesso nemico.

guarda video
Immagine Le Storie

valentina

A 37 anni, scopro un nodulo al seno, ma rassicurata da un laboratorio di analisi, trascuro di fare ulteriori accertamenti. Anche perché nel frattempo scopro di essere incinta di una bambina. Alla venticinquesima settimana di gravidanza ho la diagnosi: carcinoma al seno “triplo negativo”, uno dei più aggressivi e difficili da curare. I giorni tra la biopsia e l’intervento sono i più duri, bisogna vedere se ci sono già delle metastasi. Ma l’operazione va bene, il tumore viene rimosso. Sono sottoposta ad una chemioterapia studiata per me, per non danneggiare la bambina.
Il 4 marzo nasce Anna e io completo il ciclo di chemioterapia e mi sottopongo a radioterapia. Oggi io e Anna, dopo 10 anni, stiamo benissimo.

guarda video
Immagine Le Storie

rossana

Carcinoma maligno duttale infiltrante e muccinoso, rimasi frastornata da quella diagnosi a soli 49 anni», racconta Rossana. Insieme alla diagnosi, arrivano le indicazioni terapeutiche, dapprima un intervento di quadrantectomia, seguito da chemioterapia e radioterapia preventive. «Terminate le cure – confessa Rossana – ho preso in mano la mia vita. Mi dicono che sono ringiovanita, che non assomiglio più a me stessa. Credo che il merito sia dell'ottimismo e della grinta che portano a combattere senza arrendersi, fino che si ha forza in corpo, ma soprattutto del fatto che i controlli confermano che la malattia è sotto controllo.

Immagine Le Storie

sara

A 31 anni, la mia vita era piena di progetti, con un contratto da ricercatrice sulla prevenzione del danno ovarico da chemioterapici. Poi la scoperta: un tumore al seno in fase metastatica. Inizio la chemioterapia, poi l’intervento, la radioterapia e la cura con un anticorpo monoclonale. Il percorso è doloroso, ma resta un pensiero fisso: potrò diventare madre? I medici mi consigliano di mettere a riposo le ovaie fino alla fine della cura. È così che sono diventata mamma di Agnese e di Agata, grazie alla ricerca.

guarda video
Immagine Le Storie

Luca Malorni

Il progetto quinquennale che ho avviato a inizio 2020 punta ad approfondire le conoscenze su alcuni marcatori molecolari. Questi vengono utilizzati per capire in anticipo quali pazienti con tumore del seno metastatico in fase attiva trarranno benefici dalla terapia ormonale in associazione a farmaci a bersaglio molecolare e quali mostreranno invece resistenza alle cure.
Oggi per queste pazienti sono disponibili vari farmaci a bersaglio molecolare, e altri sono in fase avanzata di sviluppo, per cui sarà sempre più importante mettere a punto dei test per guidare la scelta di quello più adatto a ciascuna paziente.
Cominciare la terapia con il farmaco giusto sarà sempre più importante.

guarda video
Fiocco Rosa Airc Scopri anche le altre Storie

con il patrocinio di

campagna nastro rosa 2020

Carolyn, Valentina, Rossana, Sara sono solo alcuni dei nomi delle donne che hanno vinto la loro battaglia. Ma il lavoro dei ricercatori continua ad andare avanti ogni giorno, per raggiungere un concreto risultato di cura anche per le diagnosi più difficili. È anche grazie alla tua generosità e a quella di tutti i nostri sostenitori se tante donne come Sara possono continuare a riempire la loro vita di futuro.

condividi il nastro rosa

Ognuno di noi può aiutare il progresso della ricerca, restando sempre informato e completando, con il proprio contributo, il lavoro dei ricercatori.
Aiutaci a far conoscere la campagna e condividila con i tuoi amici e sui social con l’hashtag #NastroRosaAIRC.