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Emanuela – Roma

Una diagnosi di tumore al seno è qualcosa di difficile da accettare, soprattutto se hai soltanto 28 anni.
Dopo un intervento chirurgico tempestivo, è stato solo grazie al lavoro dei ricercatori se ho avuto la possibilità di sottopormi ad una cura sperimentale, adatta al mio caso. Oggi la mia vita è piena di progetti e di orizzonti sempre nuovi, il percorso della terapia e poi la guarigione mi hanno restituito la mia quotidianità.
Per questo ho capito quanto sia fondamentale il lavoro dei ricercatori AIRC: perché è l’unica cosa che ha reso possibile la mia vita di adesso.

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Matilde - Palermo

Grazie al sostegno di AIRC studio gli eventi molecolari alla base dei meccanismi di resistenza alla chemioterapia convenzionale nel tumore al seno, che possono essere la causa di una recidiva o della formazione di metastasi.

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Laura – Genova

La ricerca mi ha permesso di non rinunciare alla gravidanza, ma di affrontare i sei mesi di chemioterapia senza rinunciare al sogno di poter un giorno diventare mamma.

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Rosalba – Milano

Credo nella prevenzione, mi ha salvato la vita. Dopo la diagnosi, la fase più difficile è stata l’attesa del responso dal quale sarebbe dipeso il tipo di terapia da fare… in quel momento ho iniziato a pensare ai miei figli, al loro futuro…

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Beatrice – Siena

Quando ha affrontato una diagnosi di tumore al seno, e durante le cure, Beatrice ha trovato forza e conforto nella sua grande passione per il ballo: “Il flamenco ha rappresentato una seconda rinascita, insegna un atteggiamento di sfida che ho applicato anche a tutto il percorso della malattia, cambiando persino l’atteggiamento verso me stessa”.

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