Fiocco Rosa Airc

storie di donne

Ogni giorno in Italia circa 150 donne ricevono una diagnosi di tumore al seno, ma grazie ai progressi della ricerca e all'impegno dei ricercatori possono affrontare questa sfida con fiducia.

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Beatrice

Beatrice Boldrini, testimone della ricerca. Beatrice aveva 17 anni quando perse la mamma per un tumore al seno, ma il ricordo è indelebile ancora oggi. Consapevole dell’importanza della prevenzione, da allora programma esami e visite periodiche di controllo, nel 2009 nota un piccolo nodulo e riceve la diagnosi tanto temuta: tumore al seno. Si sottopone a una quadrantectomia e a cicli di chemioterapia, che affronta con determinazione, continuando a praticare sport e a ballare il flamenco: «La malattia mi ha aiutato ad affrontare la vita con più positività, a goderla fino in fondo con fierezza e praticando molto sport. Il flamenco insegna un atteggiamento di sfida che ho applicato anche a tutto il percorso della malattia, cambiando persino l’atteggiamento verso me stessa. Prima ero molto più timida e non ero mai fiera di sentirmi donna: ora vivo la mia femminilità con piena consapevolezza».

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Francesca

Francesca Taruffi, testimone della ricerca.
Dopo aver superato una diagnosi di melanoma a soli 29 anni, Francesca diventa mamma di Lorenzo ed Elisa, ma nel 2015 un controllo periodico evidenzia un’anomalia al seno: la biopsia conferma che si tratta di un tumore. Oggi con la sua testimonianza vuole sottolineare i progressi della ricerca: «Alle donne che ricevono una diagnosi di tumore al seno voglio dire che è importante che non si sentano sole. Come loro all’inizio ho creduto di non potercela fare, ero terrorizzata. Poi però sulla mia strada ho trovato ottimi medici che mi hanno seguita e mi hanno trasmesso la consapevolezza che la ricerca ogni giorno lavora per individuare nuove strade per le pazienti. Fondamentale per me è stato anche il supporto della psico-oncologa che mi ha accompagnato durante tutto il percorso di cura, aiutandomi a superare i momenti più complicati».

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Ernestina

Ernestina De Francesco, ricercatrice.
Ernestina De Francesco, Università degli Studi di Catania (Ospedale Garibaldi Nesima), che è tornata da Manchester a Catania per studiare il tumore mammario in correlazione alle malattie metaboliche, grazie a uno Start-Up Grant, un tipo di finanziamento che AIRC riserva ai giovani ricercatori di talento che intendono tornare in Italia e aprire un proprio laboratorio di ricerca: «Il fatto di aver portato la mia Start-Up Unit a Catania mi rende molto orgogliosa e ottimista per il futuro, come donna e ricercatrice impegnata nella lotta ai tumori femminili sono estremamente determinata a raggiungere obiettivi importanti dal punto di vista clinico. La mia ricerca punta a bloccare uno specifico recettore, chiamato RAGE, coinvolto nella cosiddetta infiammazione cronica di basso grado, comune nelle persone con squilibri del metabolismo come iperglicemia, diabete e obesità. Si tratta quasi del 20 per cento di tutte le pazienti affette da tumore al seno, e corrono più rischi della media di un’evoluzione infausta del tumore. Noi ricercatori di AIRC abbiamo nelle mani la fiducia di tante persone e abbiamo il compito di trasformarla in una speranza concreta per i pazienti. Sono fortunatissima perché la ricerca è la mia passione, e io non riesco neanche a immaginarmi impegnata in un altro lavoro».

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